Muse: Intervista a Iarla O' lionaird

Rootsworld: intervista

Innerviews.org. Elastic traditions, intervista

Folkworld.de. intervista

LoopdiLoop: articolo

Afro Celt Sound System. il sito ufficiale

Il sito della Real World

DISCOGRAFIA:
Seven Steps to Mercy (Real World)
, 1997
I Could Read the Sky, (Real World), 2000

  ONLY VOICE

Come rivitalizzare, restituire interesse e freschezza a un ambiente artistico ed espressivo dalla storia secolare?
L’impresa a cui si è dedicato Iarla O’Lionaird non è delle più semplici, perché il canto irlandese tradizionale, il patrimonio popolare celtico, l’antico stile senza accompagnamento strumentale si tramandano con pochissime novità, di generazione in generazione, con lo scopo precipuo di mantenere il più possibile incontaminata quella strada.
Eppure l’avvento di Iarla nelle vesti di solista (lo conoscevamo già per averlo rintracciato tra le fila del collettivo Afro Celt Sound System) ha riscosso interesse e rispetto, anche nel campo dei puristi. Nato nel 1964 nella zona di Cork, con un’infanzia da ragazzo prodigio - si segnala per le sue prime incisioni già all’età di sette anni -, è circondato da famigliari che cantano per semplice passione, o sono, come nel caso della zia Elizabeth Cronin, stimati professionisti.
Come ultimo arrivato di quella dinastia, Iarla respira l’aria della tradizione, restandone prepotentemente suggestionato: fin da bambino si mette in luce e le promesse di qualità vengono confermate dal disco d’esordio, nel 1978.
Dopo le scuole superiori, frequentate a Dublino, Iarla sceglie il mestiere della musica a tempo pieno, inserito nel circuito del folk classico, ancora molto vivo e fecondo in Irlanda.
Restio a modificare il suo stile, respingendo ogni tipo di adattamento commerciale, O’Lionaird entra in contatto con la Real World di Peter Gabriel, che lo invita a esibirsi negli studi di Box, nel Wiltshire. Aggregato alla formazione degli Afro Celt Sound System che si preparava a realizzare il primo album, Iarla viene gratificato con molte lodi e l’ottima accoglienza dell’opera gli consente di tentare la carta dell’album solo, sotto la vigile produzione di Michael Brook.
Il suo ultimo album “è la fotografia fedele e coerente dello stato d’animo e della proposta di O’Lionaird, perfettamente a suo agio nelle atmosfere ancestrali, lievemente cupe e misteriose del Osean nos’, che in lingua gaelica sta a indicare il vecchio stile, il canto delle origini".
 
Artisti